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Fori Imperiali
Soltanto nella prima metà di questo secolo i Fori Imperiali, che furono tra i vanti maggiori di Roma antica, hanno recuperato gran parte della loro visibilità, almeno per quel che ne resta dopo duemila anni.
Ma come nacque questo imperituro vanto di Roma? Innanzi tutto va detto che i problemi urbanistici di allora non erano meno impegnativi di quelli di una città moderna: la crisi si fece soprattutto sentire verso la fine della Repubblica, quando le piazze, gli edifici, le strutture del Foro tradizionale (oggi detto convenzionalmente Romano, a destra della strada che conduce da piazza Venezia (V.) al Colosseo) erano ormai inadeguate a una città che si avvicinava al milione di abitanti, la più popolata del mondo d'allora.
E fu a questo punto che entrò in campo Giulio Cesare, il quale decise di ampliare la zona monumentale dove si svolgeva la vita pubblica, cominciando lavori che si sarebbero sviluppati per oltre un secolo e mezzo, fino ad Adriano, dando vita al complesso dei cosiddetti Fori Imperiali composti da: Foro di Cesare (54 a.C.), Foro di Augusto (2 d.C.), Foro di Vespasiano (75 d.C.), Foro di Nerva (97 d.C.) e Foro di Traiano (113 d.C.).
Foro di Cesare
Il Foro di Cesare, il cuore del complesso lungo 160 metri e largo 75 è costituito da una piazza rettangolare circondata da colonnati inaugurata il 26 settembre del 46 a.C.
Su un lato trovava posto il tempio di Venere Genitrice, che custodiva preziose opere d'arte come la Venere di Arkesilaos i dipinti di Timomaco di Bisanzio, le raccolte di gemme incise "dactylothecae" ed una statua in oro di Cleopatra. In seguito l'imperatore Traiano dettò la costruzione della Basilica Argentaria nella zona sud-occidentale dei portici, adibita prima a mercato del vasellame in bronzo poi in epoca tardo-antica probabilmente a scuola.
Foro di Augusto
Il complesso del Foro di Augusto si sviluppa su un'area rettangolare di 125 metri di lunghezza per circa 120, intorno ad una piazza rettangolare circondata da portici in marmo e statue;
lungo un lato sorge il Tempio in marmo bianco, dedicato a Marte Untore dove si riuniva il Senato nelle sedute destinate a trattare temi legati alla guerra e si custodivano le insegne strappate ai nemici in battaglia.
Nella parte settentrionale del foro, nello spazio detto "Aula del Colosso", Augusto volle fosse eretta una grandiosa statua alta presumibilmente fra gli 11 ed i 12 metri dedicata alla sua persona.
Foro di Nerva
Il Foro costruito durante il regno di Vespasiano che lo volle dedicato a Nerva, nell'antichità era noto con l’appellativo di Foro Transitorio e sorse sull'area del quartiere detto Argiletum. Le strutture sono tutt'ora in fase di studio e catalogazione.
Foro della Pace
Nella zona sud orientale dei Fori Imperiali Vespasiano ordina di costruire nel 71 a.C. il Foro della Pace inizialmente destinato a custodire il bottino frutto delle guerre giudaiche
e poi a sancire il tentativo della pace universale tanto nell'impero romano quanto fra le varie classi sociali dell'Urbe. Oltre ad un tempio, sulle rovine del quale sarà costruita nel IV secolo d.C. la basilica di Massenzio, l'area prevedeva una grande biblioteca e vari ambienti destinati all'istruzione dei cittadini.
Come ci testimoniano gli scritti di Plinio il Vecchio, il foro della pace ebbe anche il merito di restituire a Roma le opere che Nerone aveva rinchiuso nella sua Domus Aurea come le statue dei Galati della città di Pergamo, il Ganimede di Leochares ed alcune opere di Fidia, Policleto e Nicomaco.
Foro di Traiano
Dopo la conquista della Dacia, avvenuta nel 107 d.C. il Foro Traiano, nato per celebrare la grandezza dell'imperatore, viene inaugurato solo 5 anni più tardi insieme alla Basilica Ulpia ed appena un anno prima della Colonna Traiana.
L'impianto del foro, più complesso nella planimetria rispetto ai precedenti, si sviluppa su di un'area rettangolare lunga circa 300 metri e larga 180. Le grandi dimensioni dei monumenti e dei vari edifici, non lasciano dubbi sul ruolo autocelebrativo del Foro Traiano, basti pensare ad esempio che l'area della piazza centrale era un rettangolo di 120 per 60 metri, o che la Basilica Ulpia copriva uno spazio di 120 metri per 90 oppure che l'altezza della colonna Traiana raggiunge quasi i 40 metri.
Alla piazza principale si accedeva attraverso un arco aperto lungo il muro perimentrale convesso, al centro sorgeva la statua equestre dell'imperatore Traiano, mentre tutt'intorno correvano portici sullo stile di quanto fatto per il foro di Augusto. Il fondo della piazza era riservato alla Basilica Ulpia, decorata, come il resto del colonnato, con statue dei Daci e suddivisa in 5 spaziose navate; alle sue spalle, in una piccola area ricavata fra le facciate di due biblioteche sorgeva la Colonna Traiana. Nel Foro di Traiano si svolgevano le più importanti celebrazioni pubbliche, come quella del 118 d.C. in cui l'Imperatore Adriano distrusse tutti i resoconti dei debiti contratti dai cittadini con il fisco, ma l'intero complesso decorativo, a partire dai rilevi della Colonna Traiana a quelli degli amorini e dei grifoni sulle pareti dell'ingresso, aveva il compito di manifestare non solo la magnificenza e la vastità dell'impero di Roma ma anche la pace e la stabilità raggiunta nei confronti di tutte le popolazioni vicine.
Mercati di Traiano
I lavori per la realizzazione del complesso oggi noto come i Mercati di Traiano, iniziarono, secondo la datazione riportata su alcuni bolli laterizi, presumibilmente fra il 94 ed il 95 d.C. durante l'impero di Domiziano.
L'intero complesso che conta ben sei livelli sovrapposti, si appoggia sul colle Quirinale ed è costituito da un insieme di botteghe ed ambienti con funzioni istituzionali come le sale destinate al "procurator Fori Divi Traiani". Nel centro intorno alla grande aula rettangolare, coperta da sei volte a crociera, si aprono numerosi ambienti commerciali organizzati con un reticolo funzionale di strade; il complesso degli edifici risulta essere un vasto mercato al quale si aggiunge fra il XII ed il XIII secolo la Torre delle Milizie, successivamente inglobata per due terzi dell'altezza dai rivestimenti laterizi attuali.